La fatica del tre

[…] La parola più giusta non è quella che “pretende di dire sempre la verità”. Non si tratta neppure di “dirla a mezzo”, questa verità, regolandosi teoricamente sulle mancanza strutturale di cui le parole , attraverso la forza delle cose, recano il segno. Si tratta di accentuarla. Di illuminarla – di sfuggita, in maniera lacunosa – attraverso istanti di rischio, decisioni su uno sfondo di indecisioni. Darle aria e gesto. Poi lasciare il posto necessario all’ombra che si richiude, al fondo che si capovolge, all’indecisione che è ancora decisione dell’aria. È dunque un problema, una pratica di ritmo: respiro, gesto, musicalità.[…]
Gesti d’aria e di pietra, Georges Didi-Hubermann

Luiza di Tom Jobim, riletta da Simona Marino su immagini montate da Federico Giangrandi

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